TARWUK Ante mare et terras

logo collezione maramotti                                  17 ottobre 2021 – 31 luglio 2022

Ante mare et terras

Ante mare et terras è la prima mostra personale in Italia di TARWUK (Bruno Pogačnik Tremow e Ivana Vukšić, artisti croati con base a New York), ed è costituita da quattro sculture di grandi dimensioni e da una serie di disegni presentati tra la Pattern Room e una lunga parete all’ingresso della Collezione Maramotti.

 

STOP PAINTING AN EXHIBITION BY PETER FISCHLI

FONDAZIONE PRADA VENEZIA 22 Mag – 21 Nov 2021

“Stop Painting”, una mostra concepita dall’artista Peter Fischli, il progetto esplora una serie di momenti di rottura nella storia della pittura degli ultimi 150 anni, in relazione alla comparsa di nuovi fattori sociali e valori culturali. La mostra intende anche capire se l’attuale rivoluzione digitale può essere all’origine di una nuova crisi della pittura o, al contrario, può contribuire al suo rinnovamento.

Exhibition view of “Stop Painting” Fondazione Prada, Venezia . Photo: Marco Cappelletti. Courtesy: Fondazione Prada. In the foreground Peter Fischli Modellone, 2021. In the background Emil Michael Klein Curtain, 2021
Exhibition view of “Stop Painting” Fondazione Prada, Venezia. Photo: Marco Cappelletti. Courtesy: Fondazione Prada. From left to right Michelangelo Pistoletto, Vetrina (Oggetti in meno), 1965 – 66, Louise Lawler Chicago, 2011 – 12, Kurt Schwitters A Dim Bulb, 1947, Morton Schamberg, “God” by Baroness Elsa von Freytag-Loringhoven and Morton Schamberg, 1918, Carol Rama, Spazio anche più che tempo, 1970, Stampa fotografica del 1930 da una serie di negativi di separazione in tre colori realizzati nel 1861 da James Clerk Maxwell mediante procedimento VIVEX e raffiguranti una coccarda di tartan / 1930s print from a set of tri-color separation negatives reproducing a tartan rosette made in 1861 by James Clerk Maxwell using the VIVEX process, Paul Delaroche, Cromwell e Carlo I, post 1831.

E LUCE FU. Giacomo Balla, Lucio Fontana, Olafur Eliasson, Renato Leotta

Dalla collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte

Mostra | E luce fu
Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino
Castello di Rivoli
Courtesy Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Rivoli-Torino

Ideata per i monumentali spazi della Chiesa di San Francesco, la mostra E luce fu mette in dialogo quattro importanti opere di Giacomo Balla (Torino, 1871 – Roma, 1958), Lucio Fontana (Rosario di Santa Fe, 1899 – Varese, 1968), Olafur Eliasson (Copenaghen, 1967) e Renato Leotta (Torino, 1982), artisti i cui specifici linguaggi sono accomunati dall’interesse nei confronti della luce e delle sue implicazioni estetiche, scientifiche, tecnologiche e sociali.

Appartenenti alle collezioni del Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, le rispettive opere Feu d’artifice (Fuoco d’artificio), 1917, Ambiente spaziale, 1967, The sun has no money (Il sole non ha soldi), 2008, e Sole, 2019-2020, si presentano come quattro capitoli aperti dal grande libro della storia dell’arte moderna e contemporanea. Le opere propongono ai visitatori intense esperienze percettive e conoscitive, attraverso le quali ciascuno può ulteriormente approfondire le molteplici interpretazioni filosofiche, mistiche e simboliche che sono state date alla luce nel corso del tempo.

Giulio Paolini. Le chef-d’oeuvre inconnu Catello di Rivoli

Le Chef-d'oeuvre inconnu, 2020 - L'opera è ispirata a Disegno geometrico, 1960. L'intero ambiente espositivo è una versione tridimensionale, amplificata e percorribile della stessa opera e delle infinite possibilità a cui essa rimanda.  - Courtesy Castello di Rivoli
Le Chef-d’oeuvre inconnu, 2020 – L’opera è ispirata a Disegno geometrico, 1960. L’intero ambiente espositivo è una versione tridimensionale, amplificata e percorribile della stessa opera e delle infinite possibilità a cui essa rimanda. – Courtesy Castello di Rivoli

Giulio Paolini “Le Chef-d’oeuvre inconnu”
A cura di Marcella Beccaria
15 ottobre 2020 – 31 gennaio 2021

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea organizza Giulio Paolini “Le Chef-d’oeuvre inconnu”. Curata da Marcella Beccaria e sviluppata a stretto contatto con l’artista, la mostra personale dedicata a Giulio Paolini (Genova, 1940) in occasione del suo ottantesimo compleanno, prende le mosse da Disegno geometrico, 1960, tra le opere più iconiche e importanti della storia dell’arte contemporanea, definito dall’artista come il suo “primo (e ultimo quadro)”.

Chen Zhen nel Cubo di Pirelli HangarBicocca.

Short-circuits

A cura di Vicente Todolí / 15 Ottobre 2020 – 21 Febbraio 2021

Chen Zhen Jardin-Lavoir, 2000 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano, e GALLERIA CONTINUA Foto: Agostino Osio
Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano, e de Sarthe Gallery, Hong Kong Foto: Agostino Osio
Chen Zhen Jue Chang, Dancing Body – Drumming Mind (The Last Song), 2000 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 COLLEZIONE PINAULT © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Agostino Osio
Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano, e de Sarthe Gallery, Hong Kong Foto: Agostino Osio
Chen Zhen Purification Room, 2000 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano, e GALLERIA CONTINUA Foto: Agostino Osio
Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano, e de Sarthe Gallery, Hong Kong Foto: Agostino Osio
Chen Zhen Veduta della mostra, Short-circuits, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Agostino Osio
Chen Zhen Six Roots Enfance / Garçon - Childhood / Boy, 2000 (dettaglio) Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano, e GALLERIA CONTINUA Foto: Agostino Osio
Chen Zhen Obsession de longévité,1995 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano Foto: Agostino Osio
Le Rite suspendu / mouillé, 1991 Veduta dell’installazione, Pirelli HangarBicocca, Milano, 2020 © ADAGP, Parigi Courtesy Pirelli HangarBicocca, Milano, e de Sarthe Gallery, Hong Kong Foto: Agostino Osio

“Short-circuits” [cortocircuiti] è concepita come un’esplorazione immersiva nella complessa ricerca artistica di Chen Zhen (1955, Shanghai – 2000, Parigi) e riunisce per la prima volta oltre venti installazioni su larga scala realizzate tra il 1991 e il 2000 nelle Navate e nel Cubo di Pirelli HangarBicocca.

William Kentridge -Respirare- Chiesa di San Domenico, Alba (CN)

https://www.castellodirivoli.org/mostra/william-kentridge-respirare/

20 settembre – dicembre 2020
A cura di Carolyn Christov-Bakargiev
Sede: Chiesa di San Domenico, Alba (CN)

Il Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea e la Fondazione CRC presentano la mostra William Kentridge, Respirare a cura di Carolyn Christov-Bakargiev coadiuvata da Giulia Colletti, Assistente Curatore. Allestita presso la Chiesa di San Domenico ad Alba, la mostra è parte del progetto di collaborazione volto a promuovere nel territorio cuneese la conoscenza dei lavori artistici presentati dal Museo e offrire così al pubblico l’opportunità di ammirare opere come Breathe (Respira, 2008) e Shadow Procession (La processione delle ombre, 1999) di William Kentridge (Johannesburg, 1955).

CollezioneMaramotti Svenja Deininger

Two Thoughts

8 marzo – 6 dicembre 2020

Svenja Deininger | Untitled (2019) | Artsy
Svenja Deininger – Two Thoughts – Collezione Maramotti, Reggio Emilia  20-06-2020 | Ultima Visione


 

La Pattern Room della Collezione Maramotti ospita Two Thoughts, mostra personale di Svenja Deininger che raccoglie un ciclo di nuove opere pittoriche concepite specificamente per questo progetto e in dialogo con quattro dipinti degli anni Venti dell’avanguardista polacco Władysław Strzemiński, in prestito dal Muzeum Sztuki di Łódź.